“Possiamo diventare la Silicon Valley italiana” - Mesa compie 10 anni

Savona. “Penso che Savona possa diventare la Silicon Valley d’Italia”. Parole e musica di Matteo Giudici, amministratore delegato e fondatore di Mesa, azienda nata e cresciuta, dal 2005 ad oggi, all’interno del Campus Universitario di Savona.

Mesa, azienda “incubatrice di idee e innovazione”, da 10 anni porta alto nel mondo il nome di Savona nel settore informatico. “Noi offriamo sia servizi di consulenza direzionale che di innovazione tecnologica – spiega Giudici – e lo facciamo con un approccio decisamente innovativo: forniamo al cliente sia la parte metodologica e di innovazione, che l’introduzione di tecnologie e di sistemi informativi”.

Il paragone con la Silicon Valley, secondo il CEO di Mesa, non è fuori luogo. ““Non c’è al mondo un altro posto che consenta di avere un ‘work life balance’ paragonabile a quello di San Francisco – spiega – Noi siamo una piccola dimostrazione di quello che si può fare: oggi con 30 risorse andiamo a servire mercati che non sono solo italiani, ma anche internazionali con tecnologie innovative”.

Dieci anni di successo e crescita, dunque, in barba alla crisi e ai tempi difficili, che oggi è stato “celebrato” con un incontro al Campus al quale erano presenti molte autorità savonesi, a cominciare dal sindaco Federico Berruti. “Un miracolo di capacità di questi ragazzi, che sono tutti molto giovani”. Alla gioia del singolo traguardo si aggiunge la soddisfazione per una realtà, quella del Campus, che continua a inanellare successi: “Quando si decise alcuni decenni fa di riconvertire la caserma in campus, il sogno era proprio che si potesse fare impresa innovativa anche partendo da un piccola città, immaginando che gli svantaggi che questo comporta potessero essere compensati sia dalle tecnologie che dal vantaggio di un contesto piacevole e più ‘casual’. Mesa dimostra che può essere così, e la sua storia è un esempio per altri giovani ricercatori che possono trarne la fiducia per provarci, e pensare che anche in questo territorio si possono creare aziende dove si lavora con grande soddisfazione e si crea benessere per se stessi e la comunità”.

“La crisi c’è, e rimane – ammette Alessandro Berta, direttore dell’Unione Industriali – dobbiamo lavorare per far sì che tutto il tessuto economico possa riprendersi e ripartire: questo è un esempio di come l’intelligenza, la ricerca e gli sforzi fatti sull’innovazione possono premiare uno spin-off universitario che, partendo da un piccolo ufficio all’interno del Campus ora si fa valere a livello europeo come uno dei maggiori innovatori nell’ambito della new economy”.

Proprio per questo, ribadisce il consigliere regionale Andrea Melis, il campus di Savona dovrà essere una delle priorità dei prossimi anni: “Crediamo molto in un modello di sviluppo sostenibile. In questo momento nel campus stanno fermentando molte attività interessanti, che vanno verso la strada delle soluzioni innovative, dell’efficienza energetica, delle smart cities. Credo che soprattutto per il nostro territorio sia fondamentale cercare investimenti: qui coesistono formazione e startup, quindi abbiamo tutti gli ingredienti per far decollare nuove iniziative e dare un impulso economico di cui sicuramente c’è bisogno”.

E proprio all’innovazione, sempre più, guarda Mesa per i prossimi anni. “Ci sono numerosi progetti, come una nuova tecnologia per il sociale che stiamo iniziando ad introdurre nelle banche e nelle pubbliche amministrazioni e che consente di gestire le segnalazioni anonime. Abbiamo anche iniziato a creare delle tecnologie per il mondo del retail per facilitare l’interazione tra l’uomo e il negozio”. L’obiettivo resta quello di confermare quanto di buono fatto e crescere sempre più: “”Sono stati dieci anni in cui abbiamo fatto dell’innovazione la nostra passione – spiega Giudici – Abbiamo affrontato delle sfide giorno per giorno, e sono state fonte di successi che oggi ci consentono di avere più di 200 clienti e più di 500 progetti di successo. Noi continuiamo a dare lavoro perché continuiamo ad avere la fiducia dei nostri clienti: i miei ragazzi sanno bene che non è Mesa che paga i loro stipendi, ma sono i nostri clienti che lo fanno ed è grazie a loro che possiamo continuare a crescere e ad avere la fiducia del mercato”.

Andrea Chiovelli

La fonte: http://www.ivg.it/

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